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L'ESPERTO DELLA FORMAZIONE AZIENDALE

FINANZIATA DAI FONDI INTERPROFESSIONALI
Edited by Etass S.r.l

La crisi globale ha portato ad un drastico taglio della formazione in azienda? Sì, ma esistono ancora diversi modi di fare bene formazione in azienda. Ecco una breve guida all'esperto in formazione co-finanziata da Fondi paritetici interprofessionali. Perché oggi non basta più saper progettare e realizzare percorsi formativi: oggi serve anche recuperare fondi che possano finanziare la formazione.

 

Fare formazione

In uno mondo coinvolto da una crisi globale gravissima quali sono gli spazi rimasti per fare formazione in azienda? Vediamo la figura professionale dell'esperto di formazione co-finanziata da Fondi interprofessionali.

L'esperto in formazione

interprofessionale: chi è e cosa fa.


Indirizzi

www.fonter.it

Il fondo Fon.Ter, è un fondo rivolto ai servizi, al terziario, al commercio, al turismo e al settore sociosanitario.

www.forte.it

Il fondo ForTe, è un fondo rivolto ai servizi, al terziario, al commercio, al turismo e al settore sociosanitario, alle banche e alle assicurazioni.

www.etass.it

Società di formazione e consulenza accreditata in regione Lombardia, si occupa di Business School, di Master post universitario e di corsi di formazione professionale.

IL PROGETTISTA ESPERTO IN FORMAZIONE

La progettazione e la gestione della formazione aziendale moderna non si focalizza più "solo" sull'analisi dei fabbisogni aziendali o sulla mappatura delle competenze e skill per poter in seguito valutare percorsi arricchenti e professionalizzanti in vista della crescita del capitale umano. La formazione contemporanea affianca a tutto ciò la necessità di ricercare ed ottenere Fondi pubblici o privati che possano sostenere la formazione aziendale. Si parla quindi tecnicamente di un co-finanziamento alla formazione aziendale fatta. Di qui la nascita di Fondi paritetici interprofessionali, ovvero strutture private che gestiscono contributi versati dalle aziende che verranno poi redistribuiti tra gli aderenti al Fondo. In sintesi un circolo virtuoso dove parte dei contributi delle imposte versate dall'azienda, vengono immessi nuovamente nel circuito lavorativo tramite la formazione. Analizziamo cosa sono nello specifico questi Fondi e come funzionano.


FONDI INTERPROFESSIONALI: FINALITÀ E OBIETTIVI

I Fondi interprofessionali sono nati per favorire l'aggiornamento dei lavoratori e mantenerne la competitività sia nei confronti del settore di riferimento, sia rispetto al distretto o area geografica. Sono nazionali, ovvero operano su tutto il territorio e redistribuiscono i soldi versati dalle aziende in termini di finanziamento di progetti. Naturalmente questa redistribuzione dei finanziamenti avviene sulla base di quanto ogni regione ha versato, ovvero sulla base del numero di aziende che in ogni regione ha aderito a quel particolare Fondo.

Prima di proporre alle aziende clienti di presentare un progetto al Fondo a cui aderiscono, l'esperto deve quindi conoscere le risorse messe a disposizione da quel Fondo. Inoltre deve conoscere le tempistiche del Fondo e i vincoli, sopratutto in termini di percentuale di corsi obbligatori che si possono finanziare all'interno di un progetto. Una "giungla" molto fitta e complessa nella quale, per sapersi districare, occorre esperienza e conoscenza e nessuna improvvisazione.


I FONDI INTERPROFESSIONALI: BREVE GUIDA

I Fondi paritetici, meglio noti come "fondi interprofessionali" costituiti con la decreto interministeriale (23 aprile 2003); vengono alimentati dai contributi delle aziende che vi aderiscono. I fondi sono dodici. In pratica un'azienda per aderire ad uno specifico Fondo deve farlo attraverso il DM/10, dichiarando quindi a chi vuole versare i propri contributi. Ogni Fondo infatti al suo codice di riconoscimento: è sufficiente mettere questo codice nella dichiarazione del DM/10 per aderire al Fondo prescelto. L'azienda paga qualcosa in più o deve spendere dei soldi? No. L'azienda storna lo 0,30% dei contributi versati all'INPS e lo rigira su un Fondo per ottenere in cambio dei contributi a sostegno della formazione da far fare ai propri dipendenti. È quindi un circolo virtuoso dove i soldi estromessi dalla finestra rientrano, in termini di aggiornamento e professionalizzazione, dalla porta. Il Fondo è molto utilizzato dalle cliniche ospedaliere private, che necessitano di molta formazione per i propri dipendenti, sia per migliorare la professionalità, sia per rispettare i parametri richiesti dal sistema E.C.M. (Educazione Continua in Medicina).


IL PROFILO PROFESSIONALE

Per diventare un esperto di fondi interprofessionali non basta la laurea in scienze della formazione. Occorrono competenze progettuali e conoscenze normative che possono essere acquisite con un master professionalizzate. Occorre anche buona dialettica e capacità negoziale, anche perché i Fondi interprofessionali prevedono la negoziazione del progetto formativo con le parti sociali. I sindacati dei lavoratori partecipano a questo processo, sopratutto cercando di portare avanti le richieste e i bisogni formativi dei dipendenti. E alle volte questi bisogni non collimano con quelli aziendali! Inoltre un'altra caratteristica che deve possedere l'esperto di formazione è quella di essere un "buon ragioniere". Infatti, quando si chiede un contributo economico per sostenere un piano formativo aziendale, occorre presentare anche un budget finanziario. Non basta guardare i processi formativi o alle ricadute sul personale, bisogna motivare la formazione anche con un piano economico coerente e ben articolato. L'esperto di fondi paritetici è quindi un professionista a trecentosessanta gradi e non più un esperto in processi e metodologie formative.



Ultimo aggiornamento: 18/06/2009 - 10:12 AM