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Felicità e lavoro

Kate Lorenz, redattore di cbjobs.it

Cosa vogliamo dalla vita e dal lavoro? Cosa ci rende felici, spingendoci a dare il meglio? Per secoli filosofi e
sociologi hanno riflettuto su queste domande. Finalmente uno di essi sembra essersi imbattuto nella risposta
giusta. 
 
Il Dottor Steven Reiss, professore di psicologia e psichiatria della Ohio State University e autore di "Who am I?"
The 16 Basic Desires that Motivate our Actions and Define our Personalities (Chi sono io? I 16 desideri
fondamentali che motivano le nostre azioni e definiscono la nostra personalità) ha scoperto che la felicità e la
soddisfazione nella vita non scaturiscono dallo sperimentare piacere ed evitare il dolore ma piuttosto dalla
percezione che la nostra vita ha un significato e realizza uno scopo più grande. L'ha definita "felicità basata su
valori" e sostiene che noi la proviamo quando soddisfiamo i nostri desideri intrinseci.  
 
Dopo aver studiato oltre 6.000 individui di ogni genere e condizione, Reiss ha identificato 16 desideri universali alla
base di tutti i comportamenti significativi. Sulla base di questa ricerca, ha sviluppato un test chiamato Reiss
Profiles (Profili di Reiss) che misura il grado di valore che l'individuo assegna a ciascuno di questi desideri e rivela
gli obiettivi stabili di vita, le esigenze psicologiche e i tratti della personalità del singolo. 
 
Benché questi profili comprendano oltre 100 domande, Reiss ha accettato di lasciarcene utilizzare una versione
semplificata che consente comunque di identificare ciò che si desidera nella vita e nel lavoro.
 
Leggete le affermazioni seguenti per ogni desiderio di base. Contrassegnate con "+" quelle in cui vi riconoscete
pienamente, con "0" quelle con un riconoscimento parziale e con "-" quelle che vi suonano del tutto estranee.
 
1. Curiosità. Ho sete di conoscere.
 
2. Accettazione. Le critiche mi danno molto fastidio.
 
3. Ordine. Mi disturba quando le cose sono fuori posto.
 
4. Attività fisica. Per me la forma fisica è molto importante.
 
5. Onore. Sono una persona leale e di saldi principi.
 
6. Potere. Cerco spesso ruoli da leader.
 
7. Indipendenza. Per essere felice devo sentirmi indipendente.
 
8. Contatto sociale. Sono noto come una persona che ama divertirsi.
 
9. Famiglia. I miei figli vengono al primo posto.
 
10. Riconoscimento sociale. Mi colpisce chi possiede oggetti costosi.
 
11. Idealismo. Rispetto alla media, mi occupo attivamente di cause sociali.
 
12. Vendetta. Per me è molto importante pareggiare i conti con chi mi ha offeso o insultato.
 
13. Vita affettiva. Rispetto ai miei coetanei dedico molto più tempo alle questioni amorose o sessuali.
 
14. Cibo. Adoro mangiare e spesso fantastico sul cibo.
 
15. Parsimonia. Odio gettare via gli oggetti.
 
16. Tranquillità. Mi spaventa sentire il cuore che accelera il battito.
 
Date ora un'occhiata ai segni "+". Sono le vostre priorità e dovrebbero essere cinque o sei. 
 
"Una volta individuati i vostri valori più profondi, uno dei modi migliori per essere più felici è trovare un lavoro che
li realizzi", prosegue Reiss. "Se sfuggite il potere o non vi piace essere un leader, ad esempio, essere a capo di
personale o di un team numeroso può solo disturbarvi.
 
"Se avete un gran desiderio di essere accettati, non scegliete un lavoro che vi espone a valutazioni e critiche
continue. Se apprezzate l'ordine, privilegiate una scelta che riduca al minimo le ambiguità e se siete curiosi,
trovatevi un lavoro che vi faccia pensare."
 
Reiss cita l'esempio di molti operatori di borsa, spinti dalla ricerca di un riconoscimento sociale e dalla
competizione. Al momento di prendere in considerazione un lavoro, suggerisce di cercare di capire il tipo di
mansioni che dovrete svolgere nell'arco di un giorno, una settimana e un anno. Confrontateli con ciò che più
desiderate per assicurarvi che ciò che farete ogni giorno sia fonte di felicità.
 
Non si tratta tuttavia solo del lavoro in senso stretto: occorre considerare anche l'affinità tra il sistema di valori
della persona e quello del settore, dell'azienda e anche del diretto superiore. Giulia, i cui massimi desideri sono
risultati essere onore, contatto sociale, cibo, idealismo e curiosità, era molto contenta del suo lavoro come
venditrice presso un'importante industria alimentare fino a quando non si è ritrovata a dipendere da un dirigente
regolarmente impegnato a cercare scorciatoie e a spingerla a mentire a clienti e superiori. 
 
"Per ottenere risultati professionali e godersi la vita, le persone devono essere inserite in ambienti di lavoro e
svolgere incarichi compatibili con i propri desideri intrinseci", conclude Reiss. "La ripetizione di azioni che
traducono in realtà i valori nei quali si crede induce una percezione di felicità e significato della vita virtualmente
illimitata".
 
 
Kate Lorenz, autrice dell'articolo, è redattore di CareerBuilder.com. Ha svolto ricerche e scritto numerosi articoli
sulle strategie per la ricerca di lavoro, la gestione della crescita professionale, la selezione e le problematiche
inerenti il luogo di lavoro. Questo articolo è stato redatto con il contributo di altri scrittori.


Ultimo aggiornamento: 08/01/2008 - 9:45 AM